E dove non è vino è….

Il vino è un tema ampio, lo si potrebbe definire incontenibile grazie alle sue molteplici sfaccettature: la degustazione, le tecniche produttive, la geografia, la storia, la letteratura, ma ancora, la chimica, la geologia, il servizio, i personaggi, le aziende, le aree, il terroir.

Chi fa cultura del vino è consapevole di non poter abbracciare contemporaneamente ogni aspetto del vino, tuttavia, sa di poter affrontare uno o più argomenti con la profondità e l’importanza che meritano; ed è proprio su questo tema che oggi incontriamo chi dell’approfondimento ne ha fatto la sua mission: Andrea Fattizzo enologo ed editore.

Andrea raccontaci qualcosa di te e di come il vino è entrato nella tua vita?
Posso dire che il vino nella mia vita c’è sempre stato: dopo aver affrontato gli studi come perito agrario, durante gli studi universitari capisco che l’enologia mi incuriosisce e così prendo un secondo diploma come enotecnico. Da lì in poi lavoro come rappresentante di prodotti di enologica e più tardi apro una mia enoteca, dopo essere entrato nel campo della sommelierie e della degustazione. Poi, inizio a lavorare come enotecnico ed enologo, lavoro che porto avanti tutt’ora, sono infatti enologo anche per Tenuta Liliana, ed infine 3 anni fa inizio questa bellissima avventura aprendo la mia casa editrice: AMPELOS.

Qual è la ragione per cui è nata Ampelos?
In verità Ampelos nasce con l’intenzione di tradurre e portare in Italia il testo francese “I SEGRETI DEI GRANDI VINI ALCHEMICI”, obiettivo che non ho ancora raggiunto, ma al quale, per dirla tutta, non ho rinunciato! Perciò è stato questo a dare il via a tutto: Ampelos nasce con l’intenzione di portare approfondimento sul vino in Italia, attraverso le sue pubblicazioni.
Potrei dire che non sia poi importante il tema dell’approfondimento, quanto invece il suo focus, la sua profondità. In Italia, salvo alcune eccezioni, abbiamo molto il culto del racconto “romantico” del vino, ciò che invece manca sono i testi di riferimento, i manuali tecnici e i trattati.

Perchè fare “Cultura del Vino”, ma soprattutto cos’è il “Culto del Vino” per te?
Come Pay Off di Ampelos abbiamo scelto la frase “LEGGERE IL VINO”: il vino come bevanda culturale di alto livello ha delle sfaccettature letterarie importantissime ed anche di vecchia data, basti pensare alla Bibbia che risulta essere stato primo trattato di viticoltura ed enologia al mondo. Letteratura e vino, il collegamento c’è sempre stato.

Con Ampelos vi occupate di pubblicare unicamente libri che trattano di vino, in particolare quale aspetto del vino?
Qualsiasi tema approfondisca veramente il vino è ben accetto!
Ampelos ad oggi ha pubblicato 5 libri e quest’anno ne usciranno altri 2, perciò possiamo dire che in qualche modo si è già delineata una strada da seguire. Ho notato, infatti, che attraverso le pubblicazioni già avvenute si siano in qualche modo venute a creare delle collane, le quali si riferiscono a temi specifici come l’aspetto biografico, quello storiografico e quello legato alla degustazione. Ma potrebbero sempre esserci dei fuori collana!

L’editoria è cambiata o dovrà farlo, secondo la tua opinione, per comunicare con le nuovi generazioni?
Questo è un grosso problema, su cui mi interrogo spesso: l’informazione ormai è diventata solo immagine, il testo sta gradualmente sparendo. Perché, mi chiedo, un ragazzo oggi dovrebbe leggere? E purtroppo non ho risposta e neanche una soluzione alternativa. Reputo, però, indispensabile stare al passo coi tempi, motivo per cui le nostre pubblicazioni saranno tutte anche in formato e-book.

Le ultime tre domande:
Un libro sul vino che sia “il Libro della vita”?
Potrei dirti il libro di Max Leglise “Un’ iniziazione alla degustazione dei grandi vini” che ho riletto da poco.
Credo fermamente che i libri trasmettano cose diverse a seconda del periodo della vita nel quale siamo. In questo caso, rendermi conto che un trattato sul vino di 30 anni fa aveva già così tante verità al suo interno, mi ha regalato una nuova prospettiva.

Un libro ed un vino da accostare per la serata perfetta?
Il libro di Chateau Pavie da leggere e guardare bevendo il suo vino. Perfetto connubio di spontaneità ed edonismo.
Oppure “The Wine Experience” di Gerard Basset: un libro molto intuitivo sulla degustazione che credo sia perfetto durante degli assaggi.

Quale libro consiglieresti ad un neo-appassionato di vino?
Consiglierei “L’esthétique du vin” di Jules Chauvet, una lettura che purtroppo non c’è in italiano, ma che trovo estremamente illuminante, quasi disarmante, per la sua semplicità e per le sue nozioni iniziatiche e metafisiche. Lo scrittore pur essendo un enologo, trasmette l’importanza di apprezzare la bellezza del vino nella sua totalità.

Ilaria Giardini – Tenuta Liliana

Edizoni Ampelos, interpretare il vino attraverso i libri

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